Dalle difficoltà nella conciliazione famiglia-lavoro al mobbing, aumenta il disagio in Trentino: crescono del 53% le richieste di aiuto al consigliere di parità
Record di casi per il consigliere di parità Matteo Borzaga che ha richiamato la sfida di riuscire a sostenere il crescente carico di lavoro, oltre alla necessità di potenziare le attività di informazione e sensibilizzazione sui temi delle pari opportunità

TRENTO. Dalla conciliazione vita lavorativa/vita familiare alla precarietà del mercato del lavoro fino ad arrivare al disagio lavorativo e mobbing.
Sono ben 167 casi, con un aumento del 53% rispetto all’anno precedente, le persone che nel 2023 hanno chiesto aiuto al consigliere di parità della Provincia di Trento, Matteo Borzaga. Un dato che fotografa l’intensa attività del consigliere che ha avviato nel gennaio scorso il suo secondo mandato in questo delicato ruolo.

Borzaga ha commentato i dati giustificando l’aumento record dei casi con due principali motivazioni: da un lato una maggiore conoscenza dell'istituto e quindi la maggiore visibilità. Dall’altro, il crescente ricorso alla consulenza è indicativa di un aumentato e sempre più diffuso disagio, con un peggioramento generale delle condizioni lavorative di lavoratrici e lavoratori.
Nello specifico le tematiche prevalenti affrontate hanno riguardato principalmente la conciliazione vita lavorativa/vita familiare e altri problemi organizzativi specie per le lavoratrici al rientro dalla maternità. Altri aspetti controversi, la flessibilità/precarietà del mercato del lavoro, soprattutto per le lavoratrici in materia di part-time involontario e il disagio lavorativo e mobbing (con un’incidenza di questa casistica misurata in ben 80 casi sul totale).
Fra le sfide future Matteo Borzaga ha richiamato la sfida di riuscire a sostenere il crescente carico di lavoro derivante dal tanto significativo aumento dei casi trattati negli ultimi anni, oltre alla necessità di potenziare le attività di informazione e sensibilizzazione sui temi delle pari opportunità, anche facendo rete con altre istituzioni che se ne occupano, in primis le consigliere di parità di Alto Adige e Tirolo e la Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo.


















